Il giardino dei ciliegi

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il giardino dei ciliegi recensione

Il giardino dei ciliegi
Di Anton Čechov
Regia Alessandro Serra
Con Arianna Aloi, Andrea Bartolomeo, Leonardo Capuano, Marta Cortellazzo Wiel, Massimiliano Donato, Chiara Michelini, Felice Montervino, Fabio Monti, Massimiliano Poli, Valentina Sperlì, Bruno Stori e Petra Valentini

Dal 18 al 21 dicembre 2019 alla Triennale Teatro dell’Arte

Il ritorno alla casa dell’infanzia. Dopo una vita vissuta. Altrove. La casa che è stata dei genitori e prima di loro, dei genitori dei genitori. Una casa con un immenso e meraviglioso giardino di ciliegi i cui frutti, un tempo, venivano seccati, messi in salamoia e capitava li mandassero con i carri a Mosca e a Charchov e si facevano i soldi e le ciliegie secche allora erano morbide, succose, dolci, fragranti. Questo giardino, forse la cosa più interessante, anzi straordinaria di tutto il governatorato, ora corre il rischio di essere venduto all’asta o peggio, di essere abbattuto per costruire case per villeggianti.

In cartellone alla Triennale Teatro dell’Arte fino al 21 dicembre, “Il Giardino dei ciliegi” di Alessandro Serra, rivela ancora una volta l’abilità del regista di costruire, a fianco e a supporto del testo, un racconto ulteriore fatto di spazio, luce, corpo degli attori, suono, fumo e una poetica delle immagini che concorrono tutti a creare quel quid spettacolare e incredibile in cui lo spettatore si coinvolge con i sensi tutti.

La scena si apre su uno spazio notturno e cinerino, nel quale gli attori sono sdraiati a terra, avvolti in un sonno immobile, fino a prender vita pian piano, uno alla volta o in piccoli gruppi che si muovono in diagonali veloci, formano freeze fotografici, proiettano ombre e tagli di luce su di un palco pressoché vuoto, dove solo i fondali, ora chiari, ora scuri, ora color seppia, si stagliano a conferire a ogni scena un’atmosfera diversamente suggestiva.

Eppure, nonostante così tanta accuratezza, ciò che sembra non arrivare è il respiro dell’emozione che si affaccia solo in rari momenti, per lo più legati alla signora e padrona di questa dimensione, una virtuosa Valentina Sperlì, lasciando come una sensazione di freddo distacco, talvolta sottolineato dallo spartito estetico che non rivela l’anima dei ricordi di un tempo andato e del nuovo che avanza a travolgere tutto.

IL GIARDINO DEI CILIEGI da 18 al 21 dicembre 2019 alla Triennale Teatro dell’Arte oppure cerca l’EVENTO che fa per te in CALENDARIO

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Babi Campi Falcone

Babi Campi Falcone

Mi occupo di teatro da una decina di anni e lavoro nell'ambito della comunicazione da qualche anno in più. Mi piace fotografare volti per strada. Mi piace costruire mobili. E mi piace leggere. Da Ariosto a Philip K. Dick, da Pinter a John Patrick Shanley. Ultimamente e inspiegabilmente - anche qualche libro sulla fisica quantistica e la teoria dell'universo olografico. Tra i viaggi più belli, 10 anni di psicoanalisi junghiana...

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